Samugheo. Sos Mamutzones e s’Urtzu

di Cristina Tangianu

Nel cuore delle colline del Mandrolisai sorge Samugheo, accogliente centro di circa 3.100 abitanti. Qui esiste e resiste una memoria collettiva desiderosa di conservare e trasmettere l’enorme patrimonio culturale, la sua arte e le sue tradizioni. Il carnevale con le sue maschere fa parte di questo importante percorso di valori oggi portato avanti dal gruppo Sos Mamutzones de Samugheo, ricostituitosi nei primi anni ’80.
Le maschere tipiche di Samugheo sono sos Mamutzones che annunciano il loro arrivo a tarda sera, col rumore inquietante dei campanacci scandito al ritmo della sua danza. Con il volto annerito dal sughero e con grosse corna caprine o bovine sul capo, su Mamutzone danza minaccioso intorno alla maschera zoomorfa de s’Urtzu, la sua vittima. Quest’ ultimo indossa un completo di pelle di caprone nero con un campanaccio appeso al collo ed è tenuto per la corda da s’Omadore, il pastore, vestito con un manto nero e il volto annerito, che lo pungola e tormenta di continuo. Le maschere di Samugheo sono quelle che conservano maggiormente le caratteristiche da cui traggono origine. Anche se il loro significato primitivo si è in parte perduto, esse rappresentavano un tempo la passione e la morte di Dioniso, dio della vegetazione, le cui feste si celebravano in quasi tutte le antiche società agrarie.Dioniso, il dio che ogni anno moriva e rinasceva, come la vegetazione, è rappresentato da s’Urtzu, che indossa una intera pelle di caprone nero, con la testa attaccata. Il caprone era infatti la forma più frequente nella quale il dio si manifestava.Le maschere dei Mamutzones rappresentano invece i seguaci di Dioniso. Ogni tanto circondano s’Urtzu e gli danzano intorno.

 

A MAIMONE”. L’ANTICO CARNEVALE DI SAMUGHEO NELLA DIRETTA DI SARDEGNA LIVE

SAMUGHEO. “A MAIMONE – SU CARRASEGARE ANTIGU SAMUGHESU”. APPUNTAMENTO DOMENICA 12 FEBBRAIO