Orani. Su Bundhu

 

di Cristina Tangianu
 


Il grande protagonista del carnevale di Orani, centro di circa 3.000 abitanti, che ha dato i natali a grandi artisti noti anche a livello internazionale, come il pittore Mario Delitala, lo scultore Costantino Nivola e lo scrittore Salvatore Niffoi, vincitore del Premio Campiello nel 2006 col romanzo La vedova scalza, è su Bundhu, creatura metà umana e metà bovina.

Quella di su Bundhu è una maschera antropo-bovina che copre l’intero viso di chi la indossa. Ha una forma ovoidale propria del viso umano ed è caratterizzata da tratti somatici fortemente accentuati. Il naso è particolarmente prominente e di forma aquilina, i baffi si dispiegano voluminosi e tracciano il contorno superiore della bocca, allungandosi lateralmente con forma acuminata. Una protuberanza si estende poi sotto la bocca a definire il doppio mento e, infine, le corna bovine, issate sulla fronte, segnano il confine e la simbiosi tra l’umano e l’animale.

E’ realizzata in sughero e lavorata abilmente da artigiani locali che sanno ben imprimere nella maschera il senso di ciò che la stessa rappresenta, creando in chi la indossa quelle forti emozioni che testimoniano l’attaccamento ancestrale alle proprie tradizioni.

Su Bundhu indossa abiti da contadino: su saccu (il mantello di orbace), una camicia e pantaloni in velluto. In mano tiene su trivutzu (il tridente) con il quale istiga e minaccia i passanti. Aizzandolo e bacchettando i loro piedi li sprona a unirsi alla danza propiziatoria, utile a prospettare una rigogliosa rinascita dei frutti di madre terra.

Sos Bundhos, inoltre, gettano il grano tra la folla in segno di fertilità e buon auspicio.

Il carnevale a Orani inizia il 17 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate, una festa da vivere dove è impossibile non essere coinvolti.