Nuoro. La sfilata delle maschere tradizionali barbaricine

 

di Pietro Lavena
 

Capoluogo della Barbagia, Nuoro è soprannominata la Atene sarda per avere espresso nella sua storia personalità raffinate che hanno lasciato un segno importante nel percorso culturale dell’isola e non solo. Qui, il 27 settembre 1871, nacque Grazia Deledda, unica donna italiana a vincere il Premio Nobel per la letteratura (1926).

I riti carnevaleschi nuoresi, che come in tanti altri paesi dell’isola si aprono il 16 gennaio in occasione dei fuochi di Sant’Antonio, raggiungono il loro apice in occasione della sfilata delle maschere tradizionali barbaricine che dai paesi del circondario si incontrano nel capoluogo per una festa di suoni e colori.

I visitatori, così, divengono parte di uno spettacolare evento i cui figuranti coinvolgono la folla con il lancio di funi e del grano in segno di buon auspicio, il rumore dei campanacci, il suono dei tamburi e degli organetti, le urla e le corse tra la gente.

Centinaia di figure ora cupe ora felici, ora mute ora chiassose riempiono le vie della città nella massima celebrazioni delle tradizioni carnevalesche della Barbagia.