Sarule. Sa Maschera a Gattu e su Maimone


 

di Cristina Tangianu
 

Maddalena e le amiche vestivano da gatte, indossavano cioè due gonnelle scure, una allacciata alla vita, l’altra al collo, e avevano la testa imbacuccata con uno scialle; gli uomini erano mascherali da turchi, con larghe sottane bianche strette ai ginocchi, e corsetti femminili, di broccato a vivi colori, messi all’inverso, allacciati dietro e con la parte del dorso sul petto“.
 
Così Grazia Deledda descriveva le maschere di Sarule nel romanzo Elias Portulu, pubblicato nel 1903. Nulla è cambiato da allora. I sarulesi conservano e rappresentano con fierezza e orgoglio le loro tradizioni.

Le figure centrali del carnevale a Sarule sono sa Maschera a Gattu e sos Maimones.

La prima porta duos oddes (due gonne del costume) al rovescio per nascondere i ricami e garantire l’anonimato, una copertina bianca sulla testa come simbolo della nascita, un velo nero davanti al viso come emblema della morte e una fascia rossa intorno al capo per simboleggiare il matrimonio. La si può ammirare, come spiega l’associazione Maschera a Gattu e Maimones, anche nella versione con una sola gonna, indossata sempre al rovescio, allacciata al collo e indossata sopra sos pantalones a s’isporta (pantaloni di velluto) con sos cambales (i gambali) e sos cosinzos (gli scarponi).

Su Maimone, invece, è la maschera simbolo di buon auspicio. Anticamente era un fantoccio che veniva esposto nei campi per scongiurare e augurare una buona annata per i pastori. L’abbigliamento è composto da su gappottinu (il pastrano in orbace), sos pantalonese a s’isporta, sos cosinzos e sos cambales. Il viso è coperto da una maschera molto particolare realizzata con pane de morisca, cioè la foglia dei fichi d’india essiccata.

Un tempo, raccontano i componenti dell’associazione, un fantoccio con le stesse sembianze veniva trainato da un carro per i buoi per le vie del paese accompagnato da una filastrocca:

 

“Lori, lori lu moimus

Su maimone Issentiu mannu

Si non cioghede occannu

Mazzude t’isperdimus”

SARULE. LA SFILATA DELLE MASCHERE TRADIZIONALI. APPUNTAMENTO IL 4 FEBBRAIO