Mamoiada. Mamuthones e Issohadores

di Roberto Tangianu

L’eleganza dei suoi balli, l’armonia dei suoi canti e il profumo dei suoi vini hanno reso Mamoiada una perla di Barbagia. Una popolazione di poco più di 2.500 abitanti conserva oggi il fascino e la meraviglia di uno straordinario angolo di Sardegna.

Attraversare il carnevale di Mamoiada equivale ad un volo leggero tra le ali di un passato senza tempo e senza confini di significato. Il mistero e la suggestione immortalano le maschere nere di pero selvatico, asciugano il fascino e si trasformano in un segnale di identità: qui soltanto e in nessun altro luogo.

Il carnevale di Mamoiada è un suono scandito. E’ un ritmo cadenzato dove tutto si muove e si ferma simultaneamente. Un percorso misurato che rapisce e ti avvolge. Totalmente.

I libri che trattano l’argomento, l’hanno raccontato in tutte le sue forme: tra ipotesi ordinate e percorsi antropologici, immagini che documentano e diffuse credenze, teorie e tradizione.

Pablo Volta ha contribuito con le sue immagini poetiche a diffondere l’interesse per la maschera mamoiadina. Giunse in Sardegna, a soli 28 anni, nel dicembre del 1954 per scattare una serie di fotografie a Orgosolo. I suoi occhi videro un mondo nuovo, ricco e completamente sconosciuto. Nel 1957 si reca a Mamoiada e realizza il primo reportage sui Mamuthones e Issohadores, poi resi noti da Raffaello Marchi attraverso gli studi sulle maschere barbaricine nel 1951.

Mamuthones hanno il viso ricoperto da una maschera nera dai lineamenti rozzi, vestono pelli scure sotto le quali indossano il tipo abbigliamento del pastore sardo. Appesi alla schiena hanno i campanacci.

Gli Issohadores vestono un corpetto rosso, sa berrita (il copricapo), sas carzas (le braghe bianche), s’issalletto (uno scialle legato alla vita) e talvolta coprono il viso con una maschera bianca. Mentre scortano i Mamuthones, con dei lacci tentano di catturare le persone della folla che assiste alla loro esibizione in segno di buon auspicio.

Con passo cadenzato e ritmato, i Mamuthones  si esibiscono in una danza atavica e mozzafiato nella quale i loro balzi sono guidati dagli Issohadores.

Il comportamento di Mamuthones e Issohadores ricorda una composta processione, una cerimonia solenne ed antica scandita dal suono dei campanacci provocato dal movimento delle spalle che, deciso e a ritmo lento, genera il caratteristico frastuono udibile da lontano.